Show Menu

Tag: motivazione

Scegliere per trasformarsi. Una responsabilità verso noi stessi.

5 novembre 2014   
farfallaCosa vuol dire scegliere? Lasciare andare qualcosa perché si preferisce altro di più desiderabile e raggiungibile.

Se sentite resistenza nel fare una scelta provate a comprenderne le ragioni. Ogni scelta evoca un’idea di rinuncia e sacrificio che, a loro volta, suscitano avversione. All’origine dell’avversione ci può essere una forma di edonismo che spinge al piacere e ad evitare la sofferenza; un’enfasi esagerata sul senso del dovere e sul sacrificio; una concezione errata di libertà come diritto di seguire ogni desiderio senza curarsi delle conseguenze per sé e per gli altri e senza senso di responsabilità.

Provate a prendere le distanze da tutto questo e mettetevi in uno stato di silenzio e ascolto profondo di voi. Come potete essere sicuri che il vostro desiderio, il vostro sentire corrispondano realmente alla scelta giusta da fare? Valutate tutte le possibilità, considerate i vantaggi e gli svantaggi, gli ostacoli che trovate sul vostro cammino, le paure e resistenze. Ascoltate tutte le vostre parti, quella fisica, quella emotiva e quella mentale. E se una di queste non è pronta datele ascolto. Non tralasciate nulla, ogni aspetto merita attenzione.

Continuate a percepire che sia quella la direzione da prendere?

Forse non facile, ma se è la scelta giusta allora è il momento di lasciare andare tutto il resto, di avere il coraggio di seguire quella strada e accettare tutta la responsabilità per il conseguimento del risultato. Fatelo con fermezza e questo vi porterà serenità e gioia.

Scegliere è la capacità di agire con coraggio, con razionalità e entusiasmo allo stesso tempo, evitando così slanci che si esauriscono subito o grandi strategie che restano buone intenzioni.

Stiamo vivendo la nostra vita?

6 giugno 2014   

farfallaSofferenza. E’ il punto di partenza, un momento di risveglio che vi permette di sentire, lo stimolo al cambiamento.  Provate a guardarla da un’altra prospettiva.

Se in un momento della vostra vita, come d’improvviso, avete un’intuizione, qualcosa che arriva dalla vostra pancia e vi dice che la vita che state vivendo non è la vostra, che quella relazione non è la vostra, il lavoro che fate tutti i giorni non è il vostro, forse è il momento di fermarsi e porsi delle domande con il cuore, con la pancia e non solo con la testa.

Quando sentite che qualcosa dentro di voi bussa, qualcosa che si è risvegliato da un torpore durato molto tempo, dategli ascolto, non relegatelo in un angolino. Quella è la vostra parte più vera che forse per anni non avete ascoltato per paura di cambiare, di essere giudicati, di giudicarvi. Ascoltatevi e preparatevi a un cambiamento, modificate quelle abitudini che sono comode e facili, ma vi rendono incerti. Cambiare significare assumersi la responsabilità prima di tutto di se stessi e della propria vita, essere pronti a vivere quella sofferenza con la quale mai avreste voluto fare i conti, a volte una sofferenza intensa. Se a questa sofferenza riuscite a dare un senso, a coglierne il significato profondo, sarete capaci di trasformarla e di guidare con fermezza e gioia la vostra vita, quella che rappresenta il vostro sentire profondo.

Victor Frankl, il padre della logoterapia, ha scritto un piccolo ma grande libro, “Uno psicologo nei lager”, in cui spiga come sia riuscito a dare un significato alla sofferenza che ha vissuto in quegli anni e di come sarebbe morto se non fosse riuscito a farlo, così come accadde a molti dei suoi compagni. In questo libro Victor Frankl racconta della sua deportazione e delle sue osservazioni sulla forza di volontà dimostrata da coloro che erano riusciti a trovare un senso alla loro esistenza, pur e forse attraverso quella sofferenza e quel dolore incomprensibili e inimmaginabili a chi non li ha vissuti. Leggete questo libro che nel quale potrete trovare molti spunti di riflessione e d’ispirazione.

Quando incontrate qualcuno che ha sofferto nella vita e ha trasformato e compreso il senso di quella sofferenza dategli ascolto. Provate a sentire e a osservare. Non è necessario soffrire nella vita ma inevitabilmente accade e il modo in cui utilizzate quella sofferenza e quel dolore farà la differenza nella vostra vita.

 

Fame d’Amore: come nutrirsi in modo sano.

4 maggio 2014   

farfallaQuando una relazione finisce e sentite dentro di voi un vuoto che diventa insopportabile, un vuoto che ha bisogno di essere riempito altrimenti vi coglie un senso di profondo smarrimento, siete spinti d’istinto a riempirlo con una nuova relazione, qualunque essa sia purché quel dolore svanisca anche solo per un breve periodo di tempo.

Quel senso di vuoto e di disperazione si affievolisce e ritrovate un senso in ciò che fate, nella vita, nelle altre relazione, nello sport, nel divertimento. Tutto sembra tornare al proprio posto e la vita apparentemente riprende forma e stabilità. Vi sentite di nuovo pieni.

Nel momento in cui anche questa relazione traballa, non vi da più ciò di cui pensate di avere bisogno o si chiude, quella  sensazione di vuoto e di solitudine si ripresenta, il dolore ricompare, la sensazione di non farcela da soli e di avere nuovamente bisogno di qualcuno a cui appoggiarsi bussa dentro di voi. Riprende la ricerca affannosa di una nuova relazione che dia senso alla vostra vita, una relazione da cui dipendere e che inizialmente apparirà diversa e che vi darà l’illusione di avere trovato nuovamente la felicità. E così giorno dopo giorno pur di non sentire quel vuoto, quella solitudine e quella sensazione di instabilità.

Fino a quando, un giorno, aprirete gli occhi, sentirete la necessità di fermarvi e vivere quella sensazione di vuoto e provare a non riempirla con un’altra persona ma con voi stessi. E inizierete così il vostro cammino che vi porterà piano piano, un piccolo passo alla volta, a una vostra autonomia interiore e profonda.

Cosa vi può aiutare a intraprendere questo nuovo percorso e a proseguirlo verso la vostra identità?
Provate a immaginare qualcosa, anche una piccola cosa, che vi possa dare un po’ di sollievo e che possa sostituire la dipendenza dall’altro con una sana dipendenza da voi stessi: una camminata in montagna da soli o con un amico, una nuotata in piscina, un film. Uscite, cercate dentro di voi quella volontà che avete, ascoltatevi, provate a sentire ciò di cui avete bisogno voi e non l’altro. Il centro del vostro mondo ora siete voi, provate a volervi bene, ad apprezzarvi e a pensare alle meravigliose qualità che avete dentro, forse inespresse perché il tempo, l’energia e le attenzioni le avete rivolti altrove. Amatevi.

Il primo giorno il sollievo durerà pochi minuti, poi ore, giorni, mesi, anni fino a quando sarà per sempre… e vi sentirete pronti per una nuova e sana relazione con gli altri e con il mondo.